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"La prima unità letteraria corrisponde alla Toràh della tradizione ebraica.
È detta "Pentateuco", che significa insieme di "cinque libri": la Genesi,
l'Esodo, il Levitico, i Numeri, il Deuteronomio.
La Genesi parla dell'origine (in greco: ghènesis) dell'universo e dell'umanità e poi dell'origine della
stirpe ebraica, nel legame di alleanza tra Dio e
Abramo, il capostipite del popolo, suo figlio
Isacco e il figlio di costui Giacobbe,
dal quale
nascono gli antenati delle dodici tribù che formeranno
il futuro Israele; l'ultima parte del libro è dedicata
alla vicenda di Giuseppe, il penultimo figlio di
Giacobbe venduto schiavo e divenuto governatore
dell'Egitto e salvatore dei suoi fratelli, che si rifugiano
presso di lui in tempo di carestia.
Nel libro dell'Esodo
è raccontata l'uscita (in greco: èxodos) a libertà degli
ebrei dell'Egitto, dove erano caduti in schiavitù.
A liberarli è Mosè, sostenuto dalla forza di Dio, che si
rivela a lui con il nome di JHWH. Attraverso il deserto
del Sinai, Mosè conduce gli schiavi liberati alla santa
montagna; qui JHWH si rivela in una grandiosa
teofania a tutto il popolo, gli dona la sua legge, cioè
il decalogo e il codice dell'alleanza; attraverso il rito
dell'aspersione del sangue diviene "il Dio di Israele"
e questi "il popolo di JHWH"; questa alleanza viene
rinnovata dopo il peccato di idolatria.
Mosè poi, su indicazione di Dio, costruisce un
santuario portatile, una tenda per la dimora del
Signore e come luogo di convegno con Lui.
Il libro del Levitico dà soprattutto prescrizioni per
una retta celebrazione del culto, che in Israele è
esercitato dai sacerdoti appartenenti alla tribù di
Levi.
Il libro dei numeri è così denominato perché
si apre con l'elenco delle famiglie appartenenti alle
dodici tribù. Si interessa anch'esso al culto,
riassume le tappe nel deserto e accenna alla prima
esplorazione della terra di Canaan, da altre leggi
cultuali, narra come Israele giunge a Cades e poi
a Moab; ulteriori disposizioni legislative chiudono
il libro.
Il libro del Deuteronomio presenta Mosè che
rivolge tre discorsi a Israele, alla vigilia di entrare
nella terra che Dio aveva promesso ai padri. Come
condizione per possedere e godere la terra
promessa raccomanda l'osservanza della legge di
Dio, proponendo per la seconda volta il decalogo e
il codice. "Deuteronomio" significa appunto "seconda
legge",
rilettura e rappresentazione della legge già
conosciuta dai precedenti libri del Pentateuco.
Al termine del libro è narrata la morte di Mosè.
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